domenica 26 giugno 2011

Fiori di zucchine a Km zero, ma di zucchine neanche l'ombra!!


(Tenpura di fiori di zucchine con i gambi)
Ho piantato dei semi di zucchine nel mio mini-mini orticello, le pianticelle sono diventate grandi in poco tempo, tanto da non aver avuto il tempo di sfoltirle e mi sono ritrovata con una piccola selva di foglione ombrellose.
Già pregustavo le zucchine in tante ricche ricette, ma è da una settimana che ogni giorno sono a preparare solo fiori in tutte le salse, e di zucchine neanche l'ombra!

Ecco le sfaticate! Ma dico io, cosa bisogna fare per convincerle ad impegnarsi con i frutti e non solo con i fiori??

Ma non posso mica sprecare i doni del mio orticello, ed allora su con l'inventiva:

1) Prima di tutto una tenpura di fiori di zucchine con i gambi, l'intingolo di accompagnamento è fatto con funghi eryngii passati in olio con aglio e con l'aggiunta di panna da cucina, sale e pepe.


2) Ma anche una omelette ripiena di fiori colorati si mangia con gusto

Ho fatto appassire nell'olio evo i fiori, nettati dei pistilli e dei gambi, con sale e pepe. Ho smosso un poco l'uovo con la forchetta, senza amalgamarlo molto, e ci ho unito del prezzemolo ed i fiori di zucchina.
Nella padella rettangolare ho versato un velo d'olio evo (nel caso sia in eccesso è meglio eliminarlo con la carta cucina), nel quale ho aggiunto l'uovo che, appena sembrava rapprendersi, ho ripiegato su se stesso formando l'omelette.


3) Per questa mi sono ispirata alla Torta salata con le zucchine di Sara (Il dolce mondo di Sara), anche se non è tutta precisina come quella di Sara
Ma ho dovuto modificare alcuni ingredienti perché non avevo tutti quelli suggeriti da lei.

Per la base
100 di farina
45 gr di burro
1/2 uovo
10 gr di acqua fredda
un pizzico di sale.

Ho sfarinato il tutto con le mani, aggiungendo per ultimo il mezzo uovo e l'acqua fredda. Appallottolato e messo a riposare in frigo.

Per il ripieno
fiori di zucchine
90 gr di "ricotta" fatta con siero di yogurt
1/2 uovo
1 cucchiaio di parmigiano
sale e pepe

Ho mescolato tutti gli ingredienti del ripieno. Steso la base, appoggiata in una piccola teglia ricoperta da carta forno e bucherellata con i rebbi della forchetta.
Ho messo dentro il ripieno che ho pareggiato con la forchetta. Ripiegato il bordo verso l'interno ed appiccicate delle striscette sulla superficie della torta.
Fatta cuocere in forno preriscaldato a 200°C per 20~25 minuti.

Domani mi devo inventare qualcos'altro, ho già visto che con la pioggia di oggi, tra le foglie occhieggiavano tanti boccioli.

E dato che i fiori non finiscono più di sbocciare, dopo due giorni mi son ritrovata di nuovo con un bel mazzetto di fiori ed ho preparato quest'altra ricetta, che mi ha mandato Ornella, tratta dal giornale greco "Gastrònomos".

4) Fiori di zucchine ripieni di riso con salsina allo yogurt

E' stato molto facile prepararla perché avevo tutti gli ingredienti in casa, la differenza sta nelle quantità, ne ho fatte solo due porzioni.

Ingredienti (in rosso le quantità modificate da me)
per 32~35 fiori di zucchina (per 8 fiori di zucchina)

Ripieno
2 tazze da the di riso (120gr di riso cotto a vapore)
1 cipolla tritata (1/6 di cipolla affettata sottile)
2 pomodori sbucciati e frullati (1 pomodoro)
1 mazzetto di menta e/o aneto (alcuni rametti)
1 cucchiaino di paprika dolce (un pizzico)
sale e pepe, olio evo

Per la cottura
50 ml di olio evo (1 cucchiaio)
1 lt di acqua calda o brodo (acqua calda qb)

Per la salsa
1 vasetto e mezzo di yogurt denso (100 gr yogurt greco)
1/2 cucchiaino di paprika (un pizzico)
sale e pepe macinato al momento
liquido di cottura dei fiori qb


Soffriggere nell'olio evo la cipolla affettata sottilmente, unire il riso cotto a vapore e far tostare, aggiungere il pomodoro, sale, pepe, paprika, aneto e menta e far insaporire. Tenere da parte questo ripieno.
Pulire e lavare i fiori senza romperli, togliere con un coltellino i pistilli e le parti spinose esterne.
Riempirli con il ripieno e chiudere bene. Allinearli in un tegame con fondo spesso e versare l'olio e l'acqua calda o il brodo.

Coprire l'imboccatura del tegame con carta forno e sopra metterci un piatto piano per tenere fermi i fiori durante la cottura (ho usato il coperchio per la cottura a vapore invece del piatto).
Mettere sul fuoco, appena inizia a bollire diminuire il fuoco al minimo e far cuocere per 30 minuti.
(15 minuti circa perché erano pochi). Dopo la cottura lasciar riposare per mezz'ora.

Amalgamare lo yogurt con sale, pepe e paprika, unire un poco di liquido di cottura dei fiori e mescolare bene. Servire i fiori ripieni con questa salsina, con pane tostato e formaggio feta.

Un piatto buonissimo e, per me, di facilissima preparazione, grazie Ornella ;-)

mercoledì 22 giugno 2011

Kakiage, ma niente a che vedere con quella di mia suocera


Quando ho letto la ricetta della sfida di MTChallenge di giugno, proposta da Acquaviva, mi sono chiesta se era o no il caso di partecipare.
Primo perché qui io ho la possibilità di trovare tutti gli ingredienti, per questo sarei stata avvantaggiata, e secondo perché la bella presentazione fatta da Acquaviva, tutta precisa con le dimensioni degli ingredienti e le regole della pastella, poco si adattava alla frittura (tenpura o kakiage che dir si voglia) che io ho sempre mangiato qui, che ci preparava mia suocera: da leccarsi ohashi.
Io non sono mai stata capace di eguagliarla.

Nonostante tutti i tentennamenti, alla fine mi sono decisa a fare kakiage ma seguendo, nel possibile, quello che ho appresa da mia suocera

Ho usato gamberi, polpo, cipolline, funghi eryngii, gobou (bardana), foglie di shiso rosse e verdi.
Ho sbollentato sia i gamberi che il polpo, ho tolto la sacchetta venosa dalla schiena dei gamberi dopo averli sgusciati.
Ho tagliato per la lunghezza i gamberi e a tocchetti i tentacoli del polpo. A fette le cipolline e il fungo eryngii e a julienne gobou. Le foglie di shiso le ho lasciate così com'erano.

In una ciotolina ho unito cipolla e gamberi, in un'altra cipolla e polpo, le altre verdure in ciotoline separate.
Ho grattugiato daikon da usare come salsina con l'aggiunta di tsuyu.
In una ciotola ho messo della farina (senza pesarla) e preparato dell'acqua che avevo messo precedentemente in freezer.
Approntata la griglia per sgocciolare la frittura coperta da carta assorbente.

Quando l'olio era a 180°C, ho aggiunto l'acqua ghiacciata alla farina, tanta da avere una pastella morbida e mescolato pochissimo lasciando la pastella grumosa.

Una spolverata di farina sulla piccola parte di ingredienti che mi apprestavo a friggere, trasferita nella pastella e, con l'aiuto di saibashi e ami shakushi tuffata nell'olio bollente.
Non bisogna rigirare la frittura (perderebbe la forma), ma spingerla dentro l'olio con l'aiuto di un piccolo mestolo che servirà anche a versare sulla frittura l'olio bollente.
Toglierla appena diventa dorata e trasferirla sulla griglia della frittura

Sistemarla sul piatto da portata con dentro della carta assorbente e servirla con la salsina di daikon e tsuyu.

Non è come quella fatta da mia suocera: leggera e croccante, ma almeno non era appesantita dalla pastella che non deve ammalloppare gli ingredienti in frittura.
Noi l'abbiamo mangiata con riso al vapore e miso shiru e da bere, cosa ci sta meglio di una buona tazza di tè giapponese?

Questa ricetta è per MTChallenge di giugno
MTChallenge di GIUGNO- la ricetta della sfida è...

lunedì 6 giugno 2011

Quanti modi di fare e rifare "Castella"


"Quanti modi di fare e rifare..." è il progetto che Ornella, Tamara ed io abbiamo iniziato a febbraio di quest'anno. A noi si sono unite alcune amiche, tra cui Libera, Solema, Stella, Dauly, Francesca, ..............
E questo mese ci sono tantissime altre amiche che hanno dato la loro adesione al progetto, ne siamo felicissime.
Una volta al mese noi realizziamo la stessa ricetta con gli ingredienti che abbiamo a disposizione e con il nostro modo personale di elaborarla.
Per conoscere le semplici e facili regole di questo simpatico progetto, vedere qui.


Questo mese abbiamo scelto di realizzare una ricetta tratta da questo mio blog, la mitica "Castella" [カステラ pronuncia in giapponese: kasutera], dolce giapponese.
L'origine di questo dolce risale al 16esimo secolo, in quel periodo commercianti e missionari portoghesi raggiunsero per la prima volta il Giappone, e più precisamente attraccarono al porto di Nagasaki, e, oltre ad introdurre la religione cattolica, attivarono scambi commerciali e culturali tra l'occidente ed il Giappone.
I portoghesi portarono molte novità come: armi, tabacco, zucche, Castella, ecc.
Il nome sembra che derivi dal portoghese "Pào de Castela" che significa "Pane di Castiglia" (nel sito in inglese di Wikipedia si possono trovare altre notizie).

Il procedimento mi è stato insegnato da una mia amica di Nagasaki, città riconosciuta come la patria della "Castella".
Qui, qui e qui per avere un'idea di come viene presentato questo dolce in Giappone. Anche se non sono dolci vegetariani, rientrano nella classifica di "Wagashi" (pasticceria giapponese).
Io preparo molto spesso Castella, è un dolce che ci piace molto.
Nel mese di maggio l'ho fatta e rifatta tante volte e sempre con qualche differenza, per questo le foto delle mie Castella saranno molte, ne ho scattate tante e queste sono solo una minima parte di quelle che avrei voluto postare.

A questa avevo messo dei pistacchi frullati sul fondo della forma. Con la spatola ho datto dei segni come quando si taglia l'impasto (serve per togliere l'aria che si è creata), come ho fatto vedere nel mio post del 16 giugno 2010, che combinazione... quasi un anno fa ^-^......
Come si può notare, in superficie l'incisione con la spatola ha creato un ricamo quadrettato molto suggestivo.

Questa l'ho fatta con lo stampo sotto riportato. La superficie (che poi è la parte sottostante il dolce) era piena di lamelle di mandorle.
Per questa Castella ho preparato la forma con la carta di giornali, così come si faceva tantissimi anni fa. Ho spiegato nel post precedente come procedere, ma lo ripeto ancora, anche perché questa volta ho cambiato le dimensioni. Ho preso un giornale giapponese e l'ho usato così com'era, senza rifilarlo.

Ho preso 4 pagine doppie di giornale con i lati di 54 cm X 40 cm, in tutto erano 8 fogli. A 14 cm da ogni bordo ho segnato una linea, al centro avevo un rettandolo di 12 cm X 26 cm. Tenendo il giornale davanti, ho tagliato il primo segno di matita sulla sinistra fino all'inizio del rettangolo centrale. Ho spostato il lato destro del giornale davanti a me e ho tagliato il primo segno di matita sulla sinistra fino all'inizio del rettagolo centrale. Si procede allo stesso modo per tutti e quattro i lati. Ho piegato in due i quattro bordi, e ficcato le alette sigillandole, formando il contenitore. Ho rivestito la forma con alluminio per alimenti e quindi con carta forno.
Per maggiori ragguagli, vedere il post precedente.

Per la forma precedentemente descritta e per le tre formine da panettone che ho usato per fare questa torretta a tre colori ho utilizzato le dosi riportate nel precedente post con l'aggiunta di un quinto circa di esse, riporto in rosso le quantità da me usate questa volta:

Ingredienti
4 + 1 uova medie = 5
150 gr + 30 gr di zucchero vanigliato = 180 gr
2 + 0,5 cucchiai di miele = 2,5
100 gr + 20 gr di farina di forza (proteine 12~13%) = 120 gr
25 gr + 5 gr di acqua tiepida o latte tiepido = 30 gr
aroma arancia 1 cucchiaino
1 cucchiaino di matcha
1 cucchiaio di cacao
pistacchi frullati grossolanamente
lamelle di mandorle sbucciate


Procedimento
Portare le uova a temperatura ambiente, romperle e metterle in una ciotola con lo zucchero e montarle per oltre 10 minuti, il composto deve più che raddoppiare.
Aggiungere il miele e l'acqua o latte tiepido e continuare a mescolare ancora per 1~2 minuti.
Setacciare ed unire la farina in 2~3 volte e continuare a mescolare per 2~3 minuti, facendo attenzione a che l'impasto non si ammalloppi.
Bisogna mescolare fintanto che, alzando la frusta e facendo un cerchio con l'impasto che cola si riesca a ultimare il giro prima che il segno scompaia.

A questo punto ho preso 60 gr di impasto e l'ho versato in una formina piccola da panettone ricoperta di pistacchi frullati grossolanamente.
Ancora 60 gr a cui ho aggiunto matcha, mescolato con le fruste e versato in un'altra formina.
Ancora 60 gr a cui ho aggiunto il cacao, mescolato con le fruste e versato nell'ultima formina.
Ho preriscaldato il forno e fatto cuocere a 160°C per 5 minuti e 15~18 minuti a 140°C. Appena cotte, le ho sformate, impilate ed avvolte in pellicola per alimenti. Appena fredde, in frigo.
Nel frattempo ho travasato l'impasto nella forma grande fatta di giornali che avevo ricoperto di lamelle di mandorle, ed ho fatto cuocere a 170°C per 8 minuti, quindi a 150°C per 30~40 minuti, ho controllato con lo stecchino.
L'ho avvolta subito in pellicola per alimenti e, appena fredda ho rifilato i bordi con un coltello, precedentemente bagnato, molto tagliente e poi in frigo ancora avvolta nella pellicola.

Questa, con granella di mandorle, è fatta nella forma di giornale da 14 cm di lato uguale a quella del post precedente. Mi è avanzato un poco di impasto che ho messo in piccoli pirottini, sono venuti molto carini.
Un'ottima tazza di matcha ed una fetta di Castella rendono un anonimo pomeriggio in uno molto speciale. Gli attrezzi per la cerimonia del tè erano di mia suocera che ha frequentato lezioni di "chado" per tantissimo tempo, sino a pochi anni prima di morire.

E per finire l'interno della torretta a tre colori. Ottima da mangiare accompagnata da una buona tazza di tè verde giapponese, seduti sul pavimento in tatami.

Castella rimane fresca e soffice anche per 5~6 giorni, basta avvolgerla in pellicola per alimenti e tenerla in frigo......... se avanza ;-)

Castella di Ornella

Castella di Stella

castella spongecake collage
Castella di ValeTork

Castella di Dauly

Castella di Tamara

Castella di Libera


Castella di Federica

Castella di Fr@

Castella di Solema

Castella di Stefania

Castella di Sayuri


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Anche per il 6 luglio ci delizieremo con uno squisito dolce: la "Cheesecake al pistacchio con top alle fragole" di Stella del blog "Una stella tra i fornelli"

Anche questa sarà una bella sfida con noi stesse.
Ma......... ewwwwwwaiiii!!!!!
Questa volta ho tutti gli ingredientiiiiiiiii,
persino i pistacchi di Bronte ^-^!!!!!!!!
Chi avrà voglia di seguirci?






Dimenticavo di scrivere che ad agosto la nostra iniziativa va in vacanza, ma solo per il mese di agosto. Il 6 settembre ritorneremo belle riposate ed abbronzate a sfaccendare tutte insieme;-))

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